La gioia del significato ritrovato.

Pietro e Giovanni
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La gioia del significato ritrovato.

Un mese fa, con Gibellato e un po’ di amici, siamo stati al sacro Monte di Varallo e abbiamo pellegrinato a vedere la vita di Gesù, rappresentata con numerosissimi gruppi statuari e affreschi all’interno delle 43 cappelle, in una natura maestosa.

Padre Bernardino Caimi, francescano, inviato in terra santa, matura l’idea di riprodurre con particolare fedeltà, in occidente, i principali santuari della Palestina, creando quasi una “Terra Santa in miniatura” perché costata la gravità della minaccia turca per i pellegrini che, là, si recavano in pellegrinaggio. Inizia il Caimi questo magnifica opera nel 1486. Gaudenzio Ferrari pittore, scultore, architetto è il vero, grande regista di tutto il complesso. L’opera di costruzione prosegue nei secoli.

Ritornato a Portofranco, mentre pellegrinavo tra le aule, coi genitori, sovrapponevo, ogni tanto, alle aule, le cappelle di Varallo, dove si contempla la vita di Gesù: quel grande infinito Amor gratuito di cui portofranco è figlio e riflesso, a volte luminoso, a volte meno, ma sempre in quella direzione teso.

Ebbene, settimana scorsa, con due mamme egiziane mi fermo davanti all’ufficio del presidente e “Ecco il fondatore di questa magnifica avventura iniziata 22 anni fa” “E sono ancora qui” risponde. “Bravo, bravo” dicon le mamme, mettendo la faccia ridente nell’ufficio. Salutiamo e proseguiamo. Alle mamme, poiché non volevo che riducessero quanto visto alla bravura del fondatore e dei volontari aggiungo che c’è
dell’altro, “c’è la gratuità“. E sulla loro bocca, prima che spieghi un po’, risuona un sonoro “Ahh“, prolungato, quasi, fosse, la gratuità, qualcosa da mangiare. Un po’ stizzito, proseguiamo. Poi le saluto mentre ringraziano.

Sul treno mi ritornano in mente la scena e le esclamazioni delle due mamme egiziane e l’ultima cena di Varallo dove Gesù, ai discepoli, offre sé, in un boccone di pane. Forse le due mamme egiziane han capito più di me Portofranco. Che Portofranco è un boccone buono, un boccone che si offre alla fame di compagnia vera e salutare che genitori, ragazzi e volontari hanno. Un boccone che si offre alla necessità di aiuto allo studio in cui si ritrovi il significato smarrito delle cose.

È troppo bello vedere che il ritrovamento del significato delle cose fa tutti contenti.
Innanzi tutto i ragazzi. A Portofranco quando capitano queste cose, è festa!

In questa piccola cittadella ci sono delle sentinelle che annunciano che il pane è arrivato ed è ora di sedersi a tavola a mangiare. Alcuni corrono. Come fanno Pietro e Giovanni.

di Giovanni Borgonovo

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