A Roma, dal Papa, durante il Ramadan.

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A Roma, dal Papa, durante il Ramadan.

Il lunedì dell’Angelo, 18 aprile, 80.000 giovani hanno invaso Piazza San Pietro per incontrare il Papa. Tra loro anche una rappresentanza di Portofranco, cinque ragazzi, due dei quali musulmani. Abbiamo chiesto ad Abdul Rehman Qadir, detto Paki, di raccontarci l’esperienza.

Paki, come è nata l’idea del viaggio a Roma per incontrare il Papa?

Grazie ad una proposta di Aurelio, che ci ha parlato di questo incontro tra il Papa e i giovani. E io mi sono detto: perché no? Ero curioso di conoscere, anche se da lontano, Papa Francesco, ero curioso di vedere le persone. Era un’esperienza che, mi sono detto, almeno una volta nella vita voglio fare. Eravamo io, Joseph, Carlo e Gifrith, oltre ad Aurelio. Poi abbiamo trascorso tre giorni a Roma, visitando la Cappella Sistina, il Colosseo e tante chiese. Ricordo in particolare i quadri di Caravaggio.

Ho visto una foto che gli amici hanno scattato di te: seduto per terra in Piazza San Pietro, stanchissimo. La domanda è la seguente; eri più stanco o più contento?

Diciamo 50 e 50. C’era un cantante, sul palco, e della musica. Non capivo il perché. Non comprendevo il nesso tra quello spettacolo e l’incontro col Papa. Allora ho chiesto ad Aurelio, che mi ha risposto che, trattandosi di una giornata per i giovani, pensavano così di incontrare i loro gusti. Invece le testimonianze, e soprattutto il Papa, mi sono piaciuti molto. Soprattutto quando Papa Francesco parlava del “fiuto” che hanno i giovani e del rischio di perderlo, quel fiuto, quando si cresce. Insomma mi ha colpito il fatto che i giovani possano essere importanti per gli adulti, quando gli adulti si perdono e smarriscono la semplicità di cuore della giovinezza.

Mi ha colpito che tu e Joseph abbiate affrontato il viaggio, e le fatiche relative, proprio durante il Ramadan. Io, al posto tuo, non ce la farei a superare il digiuno una giornata intera. La domanda: cos’è il Ramadan?

Il Ramadan è un mese di digiuno, di sacrificio per Dio. Parte da poco prima dell’alba e dura fino al tramonto. Non è solo un digiuno del cibo, ma anche dalle brutte abitudini, dai cattivi pensieri e azioni, Il digiuno del Ramadan insomma non è solo fisico, è anche morale. La sera, dopo aver rotto il digiuno, preghiamo in Moschea.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma perché tu che sei musulmano sei andato a Roma durante il Ramadan, a visitare chiese e soprattutto ad incontrare il Papa? Cosa c’entra con te?

Eravamo consapevoli che il viaggio si sarebbe svolto durante un tempo così importante e sacro per noi. Ci abbiamo riflettuto, infatti. Abbiamo detto di sì, soprattutto perché ci fidiamo di Aurelio. Sappiamo che ci vuole bene. Poi non eravamo mai stati a Roma né avevamo mai visto il Papa. Quando Aurelio ci ha fatto la proposta, dicendo che sarebbe stato contento di vivere il viaggio insieme, insomma è quello che ci ha mosso a dire sì. È bello questo reciproco affetto.

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