Condividere la fisica.

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Condividere la fisica.

Che cosa è la fisica?

Dopo tante ore di Matematica, una lezione di Fisica può rappresentare un piacevole momento di cambio. Provo allora ad iniziare l’ora con la domanda “di base” : “Ma tu sai dirmi cos’è la Fisica?”. “Prof, a me non interessa sapere cos’è la Fisica. Ma in settimana ho la verifica e voglio prendere almeno 4, perché alla scorsa ho preso 2 e con la media poi non riesco più a recuperare”.

Diciamo la verità, una risposta così, apprezzabile per la sua sincerità, rischia di far cadere le braccia. E ovviamente vale per tutte le materie. Ho cercato di farmi coraggio e di controbattere: “Ma non hai pensato che a scuola si viene per imparare e solo poi si pensa ai voti che arrivano?”. “Ma se arrivano i brutti voti mi bocciano”. “Certo. Ma facciamo un esempio: se vai a fare la scuola guida per la patente, vuoi imparare a guidare o ti basta avere la patente anche se non sai guidare, e corri poi il rischio di fare un incidente?” Sguardo perplesso ma nessuna risposta. Forse cominciamo a ragionare. Faccio analoghi esempi con un corso di nuoto, di cucina, di qualsiasi argomento insomma. Mi guarda un poco perplessa ma cerca di seguirmi. Insisto “secondo te, allora, cos’è la Fisica?” “Provi a dirmelo lei, io non lo so ”. “Benissimo, la Fisica studia la natura e cerca di tradurre i fenomeni naturali in leggi matematiche per poterle poi applicare, prima alla comprensione di quanto osserviamo, poi alla tecnologia”. “Per esempio ?” “Per esempio, quando studiamo le leggi della statica, capiamo come progettare il palazzo in cui siamo ora, o un ponte. In elettromagnetismo gettiamo, tra le mille applicazioni, le basi per far funzionare uno smartphone. In termodinamica studiamo come produrre energia, tema di grande attualità. A proposito, il problema energetico sarà più importante per quelli della mia età, o per chi fa parte della tua generazione, o per i tuoi futuri figli ?”. Sorride all’idea dei suoi discendenti: “Più andremo avanti, più sarà importante produrre e risparmiare energia”. Mi sta rincuorando. Bene, visto che la verifica incombe, studiamo vettori e moto dei gravi, e pian piano facciamo progressi. Verifichiamo con un caso concreto, magari poco pacifista ma pertinente. “Se devo lanciare un proiettile con un cannone, quale sarà l’inclinazione ottimale per massimizzare la gittata ?” “Non lo so , mica sono un ufficiale di artiglieria”. “Certo, neppure io, anzi detesto la guerra. Ma serve a capire come funziona. Proviamo a ragionare. Se lanci con angolo zero , il proiettile cade immediatamente ai tuoi piedi. Disastro. E se lanci con un angolo di 90°, il proiettile ti ripiomba in testa, se non scappi subito. Disastro anche qui”. “Ha ragione. Allora quale angolo devo usare?” “Prova a dirmelo tu”. Perplessa, vedo che rimugina. “45°, a metà fra i due estremi?” “Hai fatto il ragionamento corretto. Hai capito qualcosa con le tue forze. E guarda che non devi diventare un ufficiale di artiglieria, hai semplicemente capito come si ragiona.” “Allora alla verifica posso sperare di andare meglio ?”. “Abbiamo fatto il primo passo. Se vuoi, puoi continuare così e i risultati arriveranno”. “Grazie. Ci vediamo presto.

di Andrea Scaffardi

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